spartito gregoriano

Il gregoriano

una musica adorante

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una musica amica della contemplazione

La musica medioevale, che precede quella “classica” in senso stretto, è espressiva di una concezione fortemente religiosa. Non per nulla è per lo più musica sacra, in particolare il gregoriano, in cui si esprime una concezione adorante della realtà, la realtà viene vista come segno di Altro, del Mistero che ci ha creato. E questo dà luogo a una percezione pacificante dell'esistenza. Agli antipodi della frenesia moderna. Il ritmo del gregoriano è in effetti un ritmo tutt'altro che incalzante.

La “lentezza” (ma non è la parola giusta) del gregoriano è legata a un atteggiamento di silenzio, consapevolezza che quello che si può esprimere è sempre molto meno della realtà. Lo nota Luigi Giussani:

«una ragione affascinata ha come estremo segno gli occhi spalancati di un bambino. Quando uno vuole bene veramente a una persona sta lì, a pensare o a guardare, perché ogni parola in cui si arrischiasse diminuirebbe quell’altezza. In questi casi, di fronte a qualcosa che ci affascina, il parlare e il provare a spiegare ci lasciano sempre con la bocca amara, ci lasciano sempre con una specie di rabbia: più dici meno dici

da “Con gli occhi spalancati di un bambino”, in Spirto gentil. Un invito all’ascolto della grande musica, BUR, Milano 2011

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Per farsi una prima idea del canto gregoriano, si può ascoltare questo brano Salve festa dies:

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